Una tempesta geomagnetica potrebbe investire il pianeta terra, perché – così gli astronomi – il Sole è di nuovo irrequieto, e nel corso della giornata di ieri 3 giugno, la macchia solare 4455 ha emesso 3 espulsioni di massa coronale o Cme, cioè espulsioni di materia sotto forma di plasma, che potrebbero raggiungere la Terra tra oggi e domani 5 giugno, innescandola.
Ecco cosa potrebbe provocare ed i segnali che hanno carpito gli astronomi.
Sono i preziosi dati forniti dal Centro di previsione meteorologica spaziale dell’agenzia statunitense Noaa, che stimano l’arrivo probabile della tempesta, che potrebbe raggiungere classe G3, o anche G4 se le condizioni saranno favorevoli, in una scala di intensità che arriva fino al livello G5.
La stima difficile dell’orario
“Non è eccezionale che si verifichino fenomeni così energetici anche nella fase di declino dell’attività solare nella quale ci troviamo”, dice all’ANSA Mauro Messerotti, docente di Meteorologia spaziale all’Università di Trieste. “Stimare l’orario di arrivo è sempre problematico, il livello di incertezza va dalle 6 alle 10 ore. Si prevedono, però, aurore boreali a latitudini più basse del normale – aggiunge Messerotti – anche se è molto difficile che siano visibili anche dall’Italia”.



