Cultura come motore di sviluppo: è italiana (e torinese) la mente dietro la nuova strategia dell’Albania

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È la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura — istituto di ricerca torinese tra i più autorevoli in Europa nel campo delle politiche culturali — a firmare, in collaborazione con L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), la nuova Strategia Nazionale per la Cultura 2026–2030 dell’Albania, presentata ieri a Tirana

Torino – È la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura — istituto di ricerca torinese tra i più autorevoli in Europa nel campo delle politiche culturali, in collaborazione con L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) — a firmare la nuova Strategia Nazionale per la Cultura 2026–2030 dell’Albania, presentata ieri a Tirana alla presenza, tra gli altri, del Ministro della Cultura albanese Blendi Gonxhja, dell’ambasciatore italiano in Albania, Marco Alberti e della vicedirettrice di AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) Balcani, Letizia Fischioni.

Un risultato che porta il segno dell’Italia, realizzato con il supporto di AICS Tirana, la sede locale dell’Agenzia: la dimostrazione concreta di come il nostro Paese sappia esportare non solo prodotti e tecnologie, ma anche competenze, visione e cultura del governo pubblico.

Un piano da 73 milioni di euro all’anno per trasformare la cultura albanese

La strategia non è un documento di principi: è un programma operativo che prevede investimenti annui per circa 73 milioni di euro — con il 70% a carico del bilancio statale e il resto mobilitato attraverso fondi europei, partnership, privati e contributi della diaspora albanese nel mondo. L’obiettivo è ambizioso: fare della cultura un asse portante dello sviluppo economico e sociale del Paese, in vista di una piena integrazione nell’Unione Europea.

Sul tavolo ci sono riforme concrete: la revisione della normativa su arti e cultura, l’introduzione dello Statuto dell’Artista — sul modello di esperienze già consolidate in Europa —, il potenziamento della tutela del patrimonio nel quadro delle Convenzioni UNESCO sulla cultura, e un sistema di incentivi per attrarre investimenti privati e sponsorizzazioni nel settore culturale.

Tra le novità più rilevanti spicca la creazione di un Ecosistema Digitale Nazionale per la Cultura: banche dati interoperabili del patrimonio, mappe GIS dei siti culturali, un Registro Nazionale degli Artisti e un “Barometro della Cultura Digitale” per monitorare in tempo reale l’impatto delle politiche. Strumenti che puntano a colmare il gap informativo del settore e a rendere le scelte di governance finalmente basate sui dati.

Un impatto economico da 365 milioni

I numeri parlano chiaro: si prevede che la strategia possa generare un impatto economico complessivo di circa 365 milioni di euro, con effetti a cascata su costruzioni, commercio, turismo, trasporti e servizi. La cultura, insomma, non come spesa ma come investimento — una prospettiva che la Fondazione Santagata ha contribuito a rendere mainstream nel dibattito europeo sulle politiche pubbliche.

Tre i pilastri attorno a cui si struttura il documento: la cultura come qualità della vita, la cultura come strumento di dialogo internazionale e il rafforzamento di un ecosistema abilitante che connetta creatività, formazione, turismo e sviluppo territoriale.

Questa Strategia segna una svolta decisiva: stiamo trasformando la cultura in un vero ecosistema di sviluppo, capace di migliorare il benessere delle persone, rafforzare il dialogo internazionale e contribuire in modo concreto alla crescita economica dell’Albania. – ha affermato Blendi Gonxhja, Ministro della Cultura albanese – Non stiamo parlando soltanto di tutela del patrimonio, ma di una visione contemporanea della cultura come elemento strategico di infrastruttura pubblica per il futuro del Paese.”

“La cultura fa parte dell’identità italiana; – ha dichiarato l’Ambasciatore italiano a Tirana, Marco Alberti – così come la diplomazia culturale fa parte della nostra politica estera. Questo progetto ci permette di rendere attuabile una visione a lungo termine, cioè di trasformare in atto pratico il partenariato strategico instaurato con l’Albania”.

“La cooperazione italiana non si limita a trasferire tecnologie o risorse: mette a disposizione conoscenze, metodi e capacità di intervento maturate nel tempo, in un dialogo paritario con le istituzioni albanesi. – ha affermato Letizia Fischioni, vicedirettrice AICS – In questa Strategia si vede con chiarezza il valore di una cooperazione che costruisce sistemi, rafforza competenze e accompagna processi di cambiamento duraturi.”

“Per Fondazione Santagata, questo progetto conferma il valore della ricerca come strumento di policy making: un approccio che combina analisi, ascolto degli stakeholder e visione strategica per tradurre dati ed evidenze in politiche pubbliche più efficaci, inclusive e sostenibili. – ha dichiarato Paola Borrione, President & Head of Research Fondazione Santagata – Siamo orgogliosi di aver contribuito a un percorso che mette la cultura al centro delle strategie di crescita del Paese e del suo percorso di integrazione europea”.

Entro il 2030, l’Albania punta dunque a un sistema culturale maturo, capace di offrire carriere sostenibili agli operatori del settore e di trasformare musei, siti del patrimonio e industrie creative in veri e propri motori di innovazione e coesione sociale.