Le commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia della Camera hanno avviato l’esame del decreto sicurezza approvato venerdì dal Senato
Al provvedimento sono stati presentati 1.200 emendamenti da parte delle opposizioni ma il testo è blindato e in scadenza il prossimo 24 aprile dunque entro mezzanotte dovrà arrivare l’ok al mandato ai 4 relatori – Colucci di Nm, Urzì di Fdi, Bisa della Lega e Pittalis di Fi – secondo quanto stabilito dal calendario. Domani il decreto è atteso in aula dove il governo porrà la questione di fiducia.
Le opposizioni stanno intervenendo per contestare la tempistica del decreto: “Un insulto”, ha detto Valentina D’Orso (M5s).
E l’esponente di Italia Viva Roberto Giachetti ha annunciato che il suo gruppo non parteciperà ai lavori: “Non riteniamo di poter essere complici di questo schifo. Non parteciperemo perché è la definitiva distruzione delle prerogative del parlamentare ma l’alibi di salvare la forma accettando le forzature fino alle 2 di notte sapendo che poi tagliate tutto e date il mandato al relatore non ve lo diamo”.
Nel mirino anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Riccardo Magi (Più Europa) ha spiegato di non aver ricevuto risposta alla lettera inviata a Fontana in cui sottolineava che il suo gruppo è impossibilitato a intervenire visto che al Senato non è rappresentato e alla Camera il testo è chiuso.
“Ci troviamo a celebrare l’uccisione del Parlamento”, ha commentato.



