Il 12 maggio 1946 Arturo Toscanini dirigeva il concerto di riapertura de La Scala ricostruita dopo i bombardamenti che nell’agosto 1943 avevano colpito Milano e la sala del Teatro
Il governo nazionale, il Comune di Milano e i cittadini, riconoscendo il valore simbolico de La Scala, erano stati concordi nel considerare la sua rinascita una priorità nel processo di ricostruzione.
Oggi, 80 anni dopo, le celebrazioni per quella riapertura piena di significato: “È una giornata importantissima che ricordiamo e che mi fa piacere vedere che è così sentita, perché quella fu una grande festa che veniva al termine di un periodo terribile, quello della guerra e dell’occupazione nazifascista ma che arrivava al termine della ricostruzione del teatro, una cosa che veniva da lontano e che aveva coinvolto tutta la regione”, ha detto Fortunato Ortombina, sovrintendente del teatro Alla Scala, prima dell’inizio della cerimonia.
Dopo il bombardamento, ha spiegato Ortombina, la Scala trovò ospitalità prima al Comunale di Como, poi al Donizetti di Bergamo e infine al Lirico, perché “il nostro linguaggio, la forza di questo linguaggio, il più universale di tutti, che è la musica, arrivasse il più possibile a tutti”.



