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LE CONSIDERAZIONI DI MARCO PINTUS

Ha a cuore la crescita di tutte le giovani speranze del pongismo sardo e allo stesso tempo sa che impegnandosi a fondo in questo intento anche lui ne trae un arricchimento personale di incommensurabile valore.

Il preparatore atletico cagliaritano Marco Pintus conosce ormai a fondo le caratteristiche dei suoi giovani atleti e anche il modus operandi dei rispettivi allenatori. La sua disponibilità nei confronti di tutti è ampia e non smette mai di ripetere che se qualcuno lo chiama per avere tabelle, esercizi, prospetti personalizzati e tanto altro, avrà sicuramente risposte celeri e concrete.

Come sono andati gli ultimi stage di metà ottobre?

Il primo, del 17 ottobre, ha risentito di qualche defezione. Le poche atlete con cui ho avuto a che fare, oramai, le conosco alla perfezione. Posso dire che hanno lavorato in modo soddisfacente, rispondendo benissimo ad ogni sollecitazione perchè consapevoli del tipo di lavoro che le attendeva. Il giorno dopo sono stati inseriti dei ragazzini un po’ più piccoli, che non vedevo da molto tempo; è stato importante riprendere il discorso relativo alla preparazione particolareggiata del “Teverino”.

In questo caso l’affluenza è stata soddisfacente..

La presenza dei piccoli è stata fondamentale, le nostre pungolature hanno trovato terreno fertile, anche da parte dei loro tecnici. Dobbiamo continuare su questa strada. Darò la mia disponibilità a chiunque abbia bisogno di una mano. A me preme la crescita a livello atletico e devo dire che in certe società si è riscontrata nel giro di poco tempo.

Avete accolto anche i giovani di Capoterra

Il Torrellas si sta manifestando società vogliosa di crescere. Purtroppo, il periodo non consente di lavorare con gli stessi ritmi del passato, ma nonostante tutto sono rimasti soddisfatti del lavoro che è stato fatto.

E dunque anche voi..

Avere un riscontro diverso tra uno stage e l’altro penso che sia fondamentale, perché a noi interessa percepire anche una minima crescita nei diversi aspetti che curiamo e indichiamo come elemento da sviluppare: resistenza, rapidità, velocità, concentrazione…

A cosa aspiri?

Mi auguro che si possa continuare su questa strada con tutte le società e non solo con qualcuna. Abbiamo come obiettivo fondamentale quello di far crescere il livello del tennistavolo regionale, per avere poi un riscontro in sedi nazionali.

Non è semplice

Se l’obiettivo è comune, il confronto con le società resta fondamentale e non devono avere timore di disturbare e chiedere spiegazioni. Mi inorgoglisce sapere che alcuni club abbiano coinvolto un preparatore atletico. A mio avviso bisogna trovare qualsiasi soluzione per tenere i ragazzi attaccati a questo sport; ne va del loro futuro, anche sotto l’aspetto della crescita, dell’educazione, della disciplina..

Sensazioni dalla video conferenza con i tecnici?

Tutti sono d’accordo su come si sta impostando la programmazione. In questo momento storico particolare è fondamentale capire come lavorare senza competizioni ufficiali. I ragazzi sono in difficoltà, anche quelli che possono allenarsi, perchè non avere il riscontro del campo sicuramente è un problema.

È emerso qualcos’altro?

Si, che la presenza degli stessi tecnici societari ad ogni stage si sta rivelando fondamentale. Perché l’atleta si confronta con il proprio allenatore, oltre che con il tecnico federale, e all’occorrenza chiede consigli anche a me.

 

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