Ma mi faccia il piacere…

0
0

Legge e ordine. “In carcere ho trovato empatia, sono quasi tutti di destra” (Gianni Alemanno, Corriere.it, 24.6). Sono soddisfazioni.

Tour operator. “A Kiev, a Kiev, adesso. La grande occasione” (Paolo Mieli, Corriere della sera, 28.6). Ma infatti: parti subito tu col Battaglione Kapalbiov, poi noi arriviamo.

Pina Copernico. “Il mondo è sempre stato cambiato da avanguardie che hanno avuto il coraggio di fare quello che era necessario. Copernico, Galileo, Giordano Bruno sono stati pure bruciati, ma hanno cambiato il mondo… Allora abbiamo noi il coraggio di dire che non possiamo limitarci a essere arredamento di un campo che non ci vuole” (Pina Picierno, ex Pd, vicepresidente Parlamento Ue, 26.6). Copernico e Galilei morirono nel loro letto, l’uno per un ictus e l’altro di vecchiaia, senza neppure una scottatura, ma con la radiosa consolazione che un giorno si sarebbero reincarnati nella Pina.

Fortunello. “Cinque donne di qualità, cinque vere democratiche. Solo la storia dirà chi di voi (noi) sta facendo la scelta giusta. Ciò che so già oggi è la fortuna di avervi come amiche: Madia, Quartapelle, Picierno, Malpezzi e Gualmini” (Giorgio Gori, eurodeputato Pd, X, 25.6). Pensa che culo.

La piccola fiammiferaia. “Schlein: ‘L’establishment non mi vuole’” (manifesto, 24.6). “Schlein allarga la foto: ‘Renzi? Mai messo veti” (Adnkronos, 18.6). “Giorgia vuole Elly” (Foglio, 25.6). “Le ‘consultazioni’ di Schlein che chiede consigli a Prodi e Draghi. E si è confrontata con 5 vicepresidenti di Confindustria” (Corriere della sera, 26.6). Pensa se l’establishment la volesse.

Gombloddo! “C’è una certezza di vendetta. Sigonella è qualcosa di analogo a quella di Craxi nel 1985. Negare agli Usa le basi militari nel momento clou della guerra all’Iran, che è pure fallita, è una cosa che non si dimentica. A Craxi la fecero pagare in modo definitivo. Ora presenteranno il conto a Meloni. Faranno l’impossibile per farle perdere le elezioni e sputtanarla … usando anche Vannacci” (Paolo Mieli, Otto e mezzo, La7, 24.6). Se Giorgia si trova tre conti svizzeri pieni di tangenti a sua insaputa mentre una sfilza di prestanome raccontano ai pm che i soldi sono tutti suoi e confessa alla Camera che rubano tutti, lei compresa, sapremo che ha stato Trump.

Dal Vangelo secondo Michela. “’Prendete e mangiatene tutti’, avrebbe forse detto Michela Murgia, che era studiosa di Scritture, ‘questo è il mio corpo’…” (Viola Ardone, Repubblica, 24.6). Ma va’ a ciapà i ratt.

I giorni della Murgia. “Sono i giorni che vanno dalla data di nascita alla data di morte di Michela Murgia. Il 3 giugno cadeva il compleanno di Michela, il 10 agosto è morta. Questo periodo per noi è delicatissimo, si agitano ricordi. E una tempesta emotiva” (Valeria Parrella, Repubblica, 23.6). Tipo il Ramadan: si raccomanda il digiuno.

Ai sensi. “Un network di propagandisti sostenuti e finanziato dai russi per diffondere le bugie di un dittatore fascista, a cui poi vanno a rendere conto del lavoro svolto in Italia. Altro che ‘partigiani della verità’, Kollaborazionisti dei fascisti. D’Orsi e Basile in prima fila… Andrebbero perseguiti a norma dell’articolo 241. Intelligenza con lo straniero” (Carlo Calenda, leader Azione, X, 25.6). L’articolo 241 del Codice penale punisce gli “atti violenti”, non le idee. Però Calenda che parla di intelligenza è sempre un bell’ossimoro.

Minzolingua biforcuta. “La forza non ci piace, ma è l’unica via”, “La ragione, rispetto al passato, stavolta è giusta. Trump… sull’Iran ha pronunciato una frase condivisibile dalla parte del mondo che crede ancora nella democrazia… Se l’obiettivo più o meno primario è quello di liberare il popolo iraniano da un regime teocratico sanguinario… il tentativo (riuscito) di scalzare l’uomo nero Alì Khamenei e i suoi accoliti dal potere, è benemerito… In Ucraina come in Iran” (Augusto Minzolini, Giornale, 1.3). “Solo gli scemi del villaggio, una popolazione di cui l’Italia è piena, non capiscono che le guerre di Bush e Obama furono una risposta all’11 settembre contro i regimi sanguinari di Saddam e dei talebani. Trump oltre a ridare l’Afghanistan ai talebani ha attaccato l’Iran rendendo più forti gli ayatollah. Ci sono guerre obbligate piene di ‘se’ e di ‘ma’ anche discutibili e guerre solo stupide: magari con un po’ di sale in zucca riuscirete a distinguerle” (Minzolini, X, 24.6). Lui, per non sbagliarsi, ha sposato anche le guerre stupide. Per osmosi.

Costi quel che costi. “L’avv. Ranucci: rifiuta la tutela legale Rai, poi la esige. I costi di ‘Report’” (Foglio, 26.6). Vuoi mettere invece il Foglio, che in 30 anni ci è costato 70 milioni di fondi pubblici per farsi pagare da chi non lo compra: cioè da tutti.

L’epurato immaginario. “Da Fazio a Massini, tutti gli epurati dell’era Telemeloni” (Giovanna Vitale, Repubblica, 27.6). Purtroppo Fazio ha sempre smentito di essere stato epurato o cacciato, infatti lasciò la Rai del draghian-pidino Carlo Fuortes ben prima dell’arrivo dei meloniani Sergio e Rossi. Le ultime epurazioni in viale Mazzini risalgono a Telerenzi.

Marco Travaglio