“MAMMA COM’È” IL NUOVO SINGOLO DI ROBERTA GIALLO

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Per l’eclettica e inclassificabile Roberta Giallo, “Mamma Com’è” segna l’inizio di una nuova era del suo percorso artistico, dove musica, arti visive e performative si fondono manifestamente, anche alla luce della sua dichiarata parentela con Duchamp.

Col suo nuovo singolo, la cantautrice marchigiana di stanza a Bologna si riconferma un’artista camaleontica e sorprendente nel panorama indipendente italiano: “Mamma com’è _ rivela Giallo_ è un brano non-soltanto-canzone, ma un manifesto concettuale-estetico che inaugura un’era di totale interconnessione tra la mia produzione musicale e la mia ricerca nelle arti visive e performative, qualcosa che ritroverete anche nei miei prossimi videoclip e nell’approccio alla comunicazione sui miei diari social”.

(A tal proposito, segnaliamo anche che di recente è uscito il libro Cantautori nelle scuole – Edizioni Pendragon – per cui Roberta Giallo ha disegnato la copertina e tutte le illustrazioni interne).

Il brano “Mamma Com’è” è un’immersione irriverente e bizzarra nei paradossi della nostra epoca. Al centro del racconto, un dialogo transgenerazionale e surreale: una figlia  interroga la propria madre sperando di avere risposte sui meccanismi che regolano questo mondo sempre più veloce dove i “conti non tornano”; ma la madre  getta la spugna e non risponde, dando la colpa ad un grande mal di testa, e rimandando la figlia “a se stessa”.

Roberta Giallo fotografa il caos da sempre esistente, ora amplificato dalle distopie generate dall’avanzare tecnologico, e con il suo stile inconfondibile e profondamente libero e un po’ irriverente, offre lo spaccato di una società un po’ spaesata e confusa, ma per certi aspetti divertente, “… solo per chi saprà guardarla da prospettive inusuali”.

Il brano è il primo tassello di un progetto molto più ampio, in cui il legame tra suono, parole e immagine si fa indissolubile, portando avanti quell’indagine sull’unicità dell’individuo, che da sempre ha caratterizzato l’originalissimo e imprevedibile filtro percettivo della cantautrice.

Roberta Giallo: “Con questo brano mi dichiaro cugina di Duchamp e naufrago in mezzo ad un mare di cemento, dove incontro tante persone stravaganti, ma anche rivelatrici… un mare urbano dove magari un imbianchino ne sa più di un professore, una prostituta può rivelarsi più sincera di una suora, e un cagnolino da bisbetico e scontroso può diventare improvvisamente docile e affettuoso.

Ecco, dopo aver tenuto per anni la mia produzione pittorica e concettuale in un ambito più riservato, ho finalmente deciso, anche grazie a persone che mi stimano molto e mi vogliono bene, di abbattere i confini ad armonizzare il mio-tutto.

Non mancano né mancheranno opere visive che ritroverete nei miei prossimi videoclip e che si collegheranno alle mie canzoni, estendendone lo spettro percettivo e rivelatore. Inoltre con questa canzone sono tornata a prendere bonariamente in giro tutto e tutti e, naturalmente, per prima, me stessa! 

Non vogliatemene se rido di molte cose, ma questa presa in giro, o meglio, “presa non sul serio”, straborderà…

 Per esempio mi sto divertendo parecchio ad alterare la realtà nelle grafiche di lancio del brano, mettendomi in testa un bel bidèt, come ho fatto nella copertina, che tutto sommato mi sembra una corona maestosa, e mi dà un’aria mitica e totemica.

Non nego di provare una grande ilarità persino nel ricordare che anni fa, quando avevo parlato con incontenibile entusiasmo della mia idea di copertina al manager di allora… lui era trasalito al solo pensiero, ed era rimasto cosí sconvolto e indispettito da scegliere di abbandonare… Ricordo d’aver pensato: per così poco? Per un bidèt in testa? Tra l’altro ho sempre pensato e penso sia un oggetto gradevole alla vista e parecchio utile, che consiglio di adottare in tutto pianeta. Mi rende persino orgogliosa di essere italiana…

Ecco, i bidèt, se ci fossero sponsor interessati, sappiate che li pubblicizzerei volentieri, e con gioia! “Mamma, com’è che Duchamp vide l’arte in un bidèt?”, ecco, questa domanda è la chiave di lettura di tutto il brano; e giusto per evitare critiche prevedibili da parte degli immancabili capiscioni del web, vi informo che so benissimo che quello di Duchamp era un orinatoio; ma io ho usato la parola bidèt perché suonava molto meglio, faceva assonanza (e comunque sempre di sanitari si tratta).

Infine: questa canzone profuma della mia amata e contraddittoria Bologna, di Dalla e di Skiantos: del resto, qui ho messo radici… in una città che ha saputo sempre fare Arte, anche da una mutanda, anche dal demenziale…  se l’ho scelta un motivo ci sarà? Anzi, più d’uno. Grazie Bologna senza vergogna, per essere come sei, colta ma anche scanzonata… ogni volta che serve!”

CREDITI – Testo e musica: Roberta Giallo / Produzione: Giallo production / Voce e Voci: Roberta Giallo / Chitarre: Pietro Posani / Basso: Enrico Dolcetto / Batteria: Marco Paganelli / Sound Design, Mix & Master: Gianluca Gadda – Red Pill Studio – Bologna

BIOGRAFIA BREVE – ROBERTA GIALLO – Cantautrice e musicista virtuosa, scrittrice attrice e artista visiva, definita “eclettica”  e “camaleontica” dalla critica, Roberta Giallo ha collaborato con i più grandi nomi della musica italiana (da Lucio Dalla a Samuele Bersani). La sua arte è un laboratorio in continua evoluzione; ha ricevuto numerosi premi e raggiunto platee internazionali, e stregato spazi dove la musica d’autore incontra la performance teatrale e, da oggi, anche l’indagine visiva più ibrida, multiforme, e dirompente.

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