Mauri: “Decreti sicurezza, sintonia per andare oltre le osservazioni di Mattarella”

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“Nella proposta del ministro Lamorgese non ci sono solo le risposte alle osservazioni del presidente della Repubblica, siamo andati decisamente oltre. In verità il Viminale sta lavorando dallo scorso autunno sulle modifice ai decreti Salvini”, prima che si fermasse “tutto per il coronavirus”. Lo ha detto il viceministro Mauri, intervistato da Repubblica.

Ce la si farà a riscrivere i decreti sicurezza prima dell’estate?

“Della riunione di ieri ho un giudizio molto positivo. Si è entrati nel merito del provvedimento e si è trovata la convergenza con gli alleati di governo su punti molto avanzati. C’è il tema dei tempi, che non è secondario, ma sono convinto che si risolverà”.

Quali sono le principali modifiche?

“Innanzitutto la reintroduzione della protezione umanitaria, chiamata ‘protezione speciale’. Con la sua abolizione Salvini ha creato 30mila irregolari in più. Poi togliere completamente le multe a chi salva le vite in mare ed eliminare la confisca dell’imbarcazione. In questo caso siamo andati oltre alle osservazioni di Mattarella ponendo però due condizioni: la prima è che le navi che fanno salvataggio comunichino alle autorità italiane l’operazione. Se poi queste navi sono straniere devono comunicarlo al proprio Paese di appartenenza”.

La politica dei ricollocamenti

Su questo fronte, evidenzia il viceministro, “si deve continuare a lavorare. Ma segnalo un dato: prima del Covid con Salvini i ricollocamenti erano 16 al mese, con Lamorgese 98, overo il 600% in più”.

In discussione il ritorno al sistema degli Sprar

“La questione – dice Mauri – è di aprirli anche ai richiedenti asilo. Puntiamo sul modello dell’accoglienza diffusa per piccoli gruppi sul territorio per garantire l’integrazione con le comunità locali. Altro punto importantissimo è la reintroduzione della registrazione presso l’anagrafe dei comuni per i richiedenti asilo con una carta di identità valida per tre anni”.