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Non è una tregua

Ha invece il sapore amaro di una truffa. Consumata ai danni dei curdi, ma anche del mondo intero che in questi giorni ha chiesto l’immediato stop della invasione turca e del massacro dei civili.
Erdogan aveva un’obiettivo dichiarato: occupare 32 km di terra della Siria del Nord per impiantare una parte dei rifugiati siriani e spezzare l’egemonia curda.
Ci è riuscito, con l’autorizzazione esplicita degli americani.
Il cessate il fuoco è uno specchietto per le allodole per affermare che si fermano ulteriori morti civili, ma in realtà è il modo per far passare più dolcemente l’egemonia turca in quell’area.
Kobane, liberata dal Daesh, finirà sotto occupazione turca così come intere aree della Rojava.
Ancora una volta le vittime sono i vincitori – gli unici – degli estremisti islamici.
Senza contare che 12000 guerriglieri jihadisti finiranno sotto la giurisdizione di Ankara. Ovvero sotto il cappello di chi li ha creati.
Non si capisce cosa la comunità internazionale ci guadagni a schiacciare l’anomalia curda un’altra volta e ad aprire la strada a un possibile rientro in gioco dei terroristi di matrice islamista.
Si dà il via libera alla sottrazione di interi pezzi di territorio su cui è sovrana la Siria.
Una cosa che riscrive daccapo i confini di quell’area, senza nemmeno passare per un accordo di pace.
La chiamano Buffer Zone ( zona di sicurezza ), ma in realtà è lo spazio vitale per lanciare una pulizia etnica verso i curdi.
La Russia al momento tace.
I curdi dicono che continueranno a chiedere l’autonomia e non si ritireranno dalle aree finora amministrate.
Staremo con il fiato sospeso per ancora altri giorni, mentre qualcuno crederà che è tutto finito perché lo ha detto Trump, ringraziando il suo alleato e sodale Erdogan.
Una vergogna.
Ora più che mai serve una Forza d’interposizione a guida ONU che separi le forze in campo, che garantisca l’integrità territoriale della Siria e il giusto riconoscimento dell’autonomia dei curdi e del loro progetto di confederalismo democratico.
Ora o mai più.

Arturo Scotto
giornalista per un giorno

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