In Italia la pressione fiscale è da record e arriva al 43,1% del prodotto interno lordo. Vuol dire, per semplificare, che ogni 100 euro di ricchezza generata, 43 finiscono in tasse.
Queste tasse provengono per la quasi totalità dalla tassazione dei redditi, cioè dalla ricchezza generata, non da quella effettivamente posseduta.
Più precisamente, ogni 100 euro che arrivano allo Stato, 94 arrivano dalla tassazione dei redditi, e 6 dalla tassazione dei patrimoni.
Non solo: il 55% del gettito fiscale complessivo italiano viene dal reddito da lavoro e il 30% dalla tassazione delle pensioni. Quindi per ogni 100 euro dei soldi che arrivano allo Stato, insomma, 55 arrivano dai lavoratori, 30 dai pensionati, e 15 da tutti gli altri.
Ora, non credo serva essere economisti, e nemmeno vetero-comunisti, per capire che c’è un problema. In Italia ci sono 500mila persone circa, che hanno un patrimonio superiore a 2 milioni di euro. E circa l’1% della popolazione italiana e possiede il 22% del patrimonio complessivo italiano: circa 2581 miliardi di euro su 11,7mila miliardi di patrimonio totale delle famiglie italiane.
Il problema, dicevamo, è che quel patrimonio, praticamente non è tassato, o quasi. Perché buona parte di esso è generato da rendite, finanziarie o immobiliari, che hanno aliquote molto più basse di quelle dei redditi da lavoro.
Se serve il disegnino: è come se lo yacht nella foto gliel’avete comprato voi, pagando le tasse al loro posto.


