La bolletta elettrica costa in media 30 centesimi al kilowattora

0
5

Di questi trenta, sedici sono il costo dell’elettricità. Questa è la parte su cui puoi scegliere. Confrontare offerte, cambiare operatore, passare da prezzo fisso a variabile.

Gli altri quattordici centesimi sono identici per tutti. Li paghi a Enel, li paghi a Eni, li paghi a qualunque dei 700 fornitori sul mercato.

Non cambiano.

Sei centesimi sono il trasporto dell’energia e la gestione del contatore. La rete è una sola, il monopolio è naturale. Niente da obiettare.

Tre centesimi sono gli oneri di sistema. Di questi, il 95 per cento finanzia due cose: incentivi alle energie rinnovabili e sconti alle imprese ad alto consumo. Il consumatore domestico paga la transizione energetica e lo sconto alle acciaierie. In bolletta, non in dichiarazione dei redditi.

Tre centesimi sono imposte. Accise e IVA. Le accise esistono dagli anni Novanta.
Tra le voci degli oneri c’è ancora lo smantellamento delle centrali nucleari chiuse nel 1987.

Il Decreto Bersani ha avviato la liberalizzazione nel 1999. Il mercato si è aperto a tutti nel 2007. La tutela per i non vulnerabili è finita nel 2024. Venticinque anni di riforme per arrivare a un mercato dove scegli metà del prezzo. Il 48 per cento della tua bolletta non ha mai cambiato fornitore.