Diventa esecutivo il provvedimento decretato dal Governo Rama con l’obiettivo di favorire la formalizzazione dell’economia e l’emersione dei capitali, in maniera coordinata con l’Unione europea al fine di escludere i casi di riciclaggio che continueranno a essere perseguiti a norma delle leggi penali internazionali e locali
Il gettito della manovra di clemenza tributaria avrà il duplice effetto benefico di regolarizzare in maniera strutturale stock e flussi di capitali, prima sottratti ai controlli erariali, e di procurare con effetto immediato un gettito aggiuntivo per le casse statali Albanesi, per integrare gli interventi programmati per il raffreddamento dello Stato sociale, l’equità fiscale, le famiglie e le imprese legali

(Fonte: agenzia ATA) La Pace fiscale in Albania diventa effettiva, e per aderire alla stessa i Contribuenti interessati dovranno osservare il rispetto di rigorose tempistiche perentorie. La Direzione generale delle Imposte, infatti , ha pubblicato le istruzioni applicative dell’Accordo di Pace fiscale, in attuazione della relativa legge quadro e di uno specifico prioritario impegno del Primo Ministro Edi Rama in occasione della campagna elettorale politica della primavera 2025.
L’Amministrazione fiscale – in una propria circolare – ha ribadito che “l’attuazione di questa iniziativa avverrà nel pieno rispetto del quadro giuridico e sotto la supervisione di esperti del Fondo monetario internazionale e dell’Unione europea, al fine di garantire i più elevati standard di trasparenza, integrità e affidabilità. Sarà inoltre rafforzato il sistema dei controlli per prevenire qualsiasi tentativo di abuso di questa iniziativa a fini di riciclaggio di denaro, attraverso l’operato dell’Agenzia di informazione finanziaria e degli strumenti di intelligenza artificiale per i casi ad alto rischio”.
Per l’anno fiscale 2026, la domanda di conclusione dell’Accordo potrà essere presentata per via telematica fino al 5 giugno prossimo e non oltre. L’ufficio delle Entrate della Repubblica d’Albania interagirà con i soggetti passivi fiscali per evidenziare loro eventuali integrazioni nelle documentazioni prescritte. Il provvedimento di accettazione, da parte del Dicastero delle Finanze, verrà comunicato entro il successivo 10 giugno.

In caso di approvazione, “viene redatto un accordo di Pace fiscale, firmato dalla direzione fiscale regionale presso cui il contribuente è registrato. I contribuenti che presenteranno nuovamente i propri bilanci per gli anni 2023, 2024 e 2025 dovranno, entro il 30 giugno 2026, versare l’imposta secondo quanto previsto dalla legge sulla Pace fiscale”. La normativa prevede “un ampio pacchetto di incentivi per imprese e privati, con l’obiettivo di ridurre l’onere dei debiti accumulati nel corso degli anni, formalizzare l’economia e ripristinare i rapporti regolari con l’Amministrazione fiscale. Dal 2019 a oggi, si sono verificati molti shock di natura calamitosa, pandemica, bellica ed energetica, ed è nostro dovere consentire alle persone fisiche e giuridiche di mettersi in regola con strumenti di tipo straordinario che permettono di sanare difficoltà involontarie o di forza maggiore”.
Il fulcro di questo procedimento è costituito dagli obblighi “non adempiuti sino alla fine del 2024, per i quali sono previste diverse misure di cancellazione o di annullamento di obblighi, sanzioni e interessi di mora per diverse categorie di contribuenti”. Nello specifico, il 50 per cento del capitale viene condonato se la parte restante viene pagata entro il periodo compreso tra il 10 e il 30 giugno 2026, mentre il 25 per cento del capitale viene abbuonato se il pagamento restante viene effettuato entro il 31 dicembre 2026. In entrambi i casi, le penali e gli interessi di mora vengono completamente annullati. Inoltre, per gli obblighi relativi al periodo dal 2020 al 2024, la legge prevede la cancellazione totale delle sanzioni e degli interessi di mora a condizione che il contribuente rimborsi il 100 per cento del capitale dovuto entro il termine stabilito.
Un’altra categoria di beneficiari “è costituita dalle entità cancellate dal registro delle imprese presso il Centro nazionale per le imprese o per decisione giudiziaria entro il 31 dicembre 2024, per le quali è prevista la cancellazione degli obblighi, fatta eccezione dei contributi previdenziali e sanitari”, proprio al fine di garantire il finanziamento dello Stato sociale.
La legge prevede infine “una serie di agevolazioni per i soggetti che non hanno presentato o hanno presentato in ritardo le dichiarazioni dei redditi, stabilendo l’annullamento delle sanzioni per mancata o tardiva dichiarazione per i periodi sino alla fine del 2024, a condizione che le relative dichiarazioni vengano presentate entro il 30 giugno 2026”.



