HomeattualitàPCI: DDL ZAN E DIRITTI VIOLATI, IL VUOTO DELLA LORO POLITICA

PCI: DDL ZAN E DIRITTI VIOLATI, IL VUOTO DELLA LORO POLITICA

Il Senato ha approvato la cosiddetta “tagliola” per il DDLZan, proposta da Lega e Fratelli d’Italia, con la complicità poco velata della presidentessa del Senato Elisabetta Casellati, che ha dichiarato ammissibile il voto segreto. Come lo stesso Alessandro Zan ha dichiarato, adesso «la legge è morta»; si potrà tornare a discuterne non prima di 6 mesi, e su base di un testo del tutto nuovo, come auspicato da Lega ed FDI
Sono 16 i voti mancanti alla conta nel “centro-sinistra”: Renzi assente per l’irrimandabile incontro pomeridiano con (si perdoni l’ironia) il paladino dei diritti saudita Bin Salman.
ItaliaViva che, nonostante le dichiarazioni preliminari, pare abbia votato a favore della tagliola, e almeno altri 4 “franchi tiratori” tra PD, M5S e gruppo misto.
Così, mentre la destra esulta sguaiatamente con personaggi inquietanti come Simone Pillon, e l’asse PD-M5S piagnucola per la sonora batosta ricevuta nient’altro che per la propria incompetenza, gli unici veri sconfitti sono le numerose vittime di atti omotransfobici discriminatori e violenti nel nostro Paese.
Mentre l’Italia scende al 35° posto della classifica dei Paesi europei per le politiche a tutela dei diritti umani e dell’uguaglianza delle persone LGBT+, ci ritroviamo con un Parlamento composto per metà da becere forze reazionarie e retrograde, e per l’altra metà, da un agglomerato di fantocci pseudo-progressisti politicamente incapaci di ottenere risultati di rilievo importanti su un tema così altrettanto importante come quello dei diritti civili.
Ancora una volta, noi Comunisti, noi del PCI, non possiamo che ribadire l’assoluto vuoto che si nasconde dietro entrambe le fazioni, e proporci come unica alternativa percorribile per costruire una società equa, in cui i diritti sociali vadano di pari passo a quelli civili, e dove nessuno possa essere impunemente discriminato e/o aggredito fisicamente o psicologicamente per la propria identità sessuale, la propria etnia, o il proprio ceto sociale.
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
giornalista per un giorno

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