Per i dati Eurostat le persone a rischio povertà ed esclusione sociale hanno toccato il minimo storico, smentite le bugie della sinistra
In Italia la percentuale di persone a rischio povertà è scesa ai minimi storici. A certificarlo è quell’Europa che la sinistra sfrutta per attaccare strumentalmente Giorgia Meloni, a discapito anche del sistema Paese.
“I dati ufficiali Eurostat dicono che l’Italia, con il governo Meloni, ha toccato il minimo storico di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Per Fratelli d’Italia è la conferma che dire basta all’assistenzialismo della sinistra per puntare su salario giusto e piano casa è la strada giusta”, rivendica il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
Il comunicato europeo diramato il 30 aprile scorso, come si legge oggi su un articolo de “Il Messaggero”, attesta che le persone a rischio povertà nel nostro Paese sono diminuite di oltre 4 milioni dal 2015 al 2025, un calo del 5,8%, con il calo maggiore fatto registrare durante gli ultimi tre anni. Al contrario di Francia e Germania in cui le persone a rischio povertà sono aumentate di quasi 2,3 e 1,5 milioni.
Il lavoro da fare è ancora tanto per eliminare l’odiosa piaga della povertà ma la strada è quella giusta per far sì che sempre più persone possano vivere nelle condizioni migliori possibili.
“Tra il 2022 e il 2025, infatti, questa percentuale è calata di ulteriori 1,8 punti percentuali proseguendo con successo il trend degli anni precedenti, arrivando al miglior risultato mai raggiunto. A sancirlo non è stato qualche dipartimento del partito, ma sono stati i numeri registrati dall’Europa, gli stessi dati che vengono sventolati dalle opposizioni quando segnalano qualche criticità. E che ora, invece, immaginiamo verranno ignorati da chi si augura le peggiori sventure, preferendo tifare sempre la fazione e mai la Nazione”, afferma Marco Osnato, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Finanze.
“Si tratta di un risultato ottenuto in uno scenario internazionale gravissimo, segnato prima dalla pandemia, poi dalla guerra in Ucraina, poi da quelle palestinese ed iraniana che hanno comportato una profonda crisi energetica e una nuova fiammata dell’inflazione. Nonostante tutto, il Governo non ha mai perso di vista la tenuta dei conti pubblici, elemento fondamentale per garantire stabilità economica e crescita duratura.
Questi numeri raccontano un’Italia più forte e più credibile, che cresce attraverso il lavoro, la responsabilità e una politica economica seria”, conclude in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio.
Il cambio di paradigma impresso dal governo Meloni ha sin da subito dato i suoi frutti: dal reddito di cittadinanza alle politiche per il lavoro, dalle mancette elettorali alle misure serie e concrete. Il risultato è lampante: povertà ai minimi e occupazione ai massimi storici.
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