Per chi ha cercato con morbosità chissà quali misteri e virus, informiamo che Jannik sta benissimo. Dopo 6 Masters 1000 vinti di fila, ennesimo record assoluto, si presenterà a Wimbledon da n.1 al mondo per distacco.
Non ha vinto il Roland Garros? Sì, lo sappiamo. Esiste anche la sconfitta nello sport. Esiste da sempre.
È il momento in cui cadi. In cui sei umano. In cui non riesci a vincere sempre. Per questo ci piace Sinner. Per come sa perdere. Ci ha insegnato anche questo. Senza aggrapparsi a scuse, anche se magari avrebbe pure tanti alibi.
La sua grandezza è questa. Sa perdere e sa sottolineare che ha perso non perché stesse male. Lo dice per rispetto di chi lo ha battuto. Fronteggia i due impostori, la vittoria è la sconfitta, con lo stesso impeto. Perché solo così sarai un vero uomo.
Come sa bene Jannik e come recita la frase di Rudyard Kipling incisa all’ingresso del Centre Court dell’All England Club a Wimbledon.
Ti entra dentro Jannik anche per questo. Perché nella vita ci innamoriamo delle debolezze, delle fragilità, delle cadute e anche dei difetti delle persone a cui vogliamo bene. Per questo ci piace Jannik.
Per questo non riusciamo a stare senza vederlo giocare in campo.
Mancano ancora dieci giorni, tanti, troppi. Ma il count down è partito, scandito dal Tempio Sacro. Il rito che impone l’apertura del mitico Centre Court con l’ingresso in campo del “defending champion”.
A me piace chiamarlo non “campione uscente” ma “campione in carica”. Perché Jannik non difende. Jannik attacca. Va avanti, non guarda mai indietro. Per questo ha fatto il vuoto intorno a lui.
Non dobbiamo dimenticare poi un passaggio stavolta memorabile. Nella storia dello sport italiano e nella storia più che centenaria di Wimbledon, l’Italia non ha mai avuto un defending champion ad aprire il tradizionale protocollo.
Dai prati della Val Pusteria di strada quel ragazzino ne ha percorsa tantissima.
L’orgoglio per l’Italia di avere un fenomeno mondiale che ci rappresenta da campione in carica nel torneo più antico e prestigioso al mondo. Saremo lì con lui. A respirare il fascino di un torneo unico. A raccontare ogni giorno i suoi allenamenti e la preparazione sul campo.
Le emozioni, le partite, le aspettative e le insidie sull’erba.
L’ennesimo viaggio dentro la storia. Stavolta il raggio di sole sta tornando a Londra. Domani sarà lì. Nessuno riempie il Tempio come fa fare lui. Con una certezza: you will never walk alone. Forza Jannik
Angelo



