Tokyo 2020: raccolte 200 mila firme in 2 giorni per bloccare le Olimpiadi

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In Giappone sono state raccolte in pochi giorni oltre 200 mila firme per bloccare i Giochi Olimpici di Tokyo

Previsti tra poco più di due mesi dopo il rinvio di un anno a causa della pandemia. La petizione è stata lanciata mercoledì scorso dalla campagna “Stop Tokyo Olympics” per chiedere al presidente del Cio, Thomas Bach, al premier giapponese, Yoshihide Suga, e ad altri rappresentanti delle istituzioni, di bloccare l’evento perché metterebbe a rischio la salute della popolazione. Il governo giapponese e i membri del Comitato organizzatore di Tokyo 2020 confermano di preparare un’edizione che metta al centro la sicurezza dei partecipanti e dell’intero Paese.

Per questo gli spettatori provenienti dall’estero sono già stati esclusi ma resta aperta la questione relativa alle porte “chiuse o aperte” per gli appassionati locali. Ciò che è certo, per ora, è l’arrivo di oltre 10 mila tra atleti e membri delle delegazioni da circa 200 Paesi. Una carovana che continua a preoccupare molti giapponesi sia per la diffusione delle varianti Covid nel mondo e sia per una campagna vaccinale nazionale che avanza molto lentamente. La crisi sanitaria sta mettendo in crisi le strutture di soccorso in molte zone del Paese, soprattutto perché la campagna di vaccinazione procede molto lentamente. In Giappone vivono oltre 126 milioni di persone ma le dosi somministrate, ad oggi, sono poco meno di 4 milioni.

Fra i promotori dell’iniziativa, il cui titolo è “fermare i Giochi Olimpici per proteggere le nostre vite” spicca l’avvocato Kenji Utsunomiya, più volte candidato a governatore della prefettura di Tokyo e da sempre contrario allo svolgimento dell’evento.

Anche un ospedale della capitale ha affisso alcuni messaggi anti-Olimpiadi sulle sue finestre ricordando come i giochi debbano ritenersi “impossibili” e schierandosi dalla parte di chi vorrebbe un nuovo rinvio o una cancellazione definitiva. Il Giappone sta attualmente attraversando una nuova ondata di contagi, con una media di circa 5 mila giornalieri nell’ultima settimana, che ha spinto il governo ad estendere lo stato di emergenza fino al prossimo 31 maggio.

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