Truffa del “rimborso fiscale”: attenzione alle false email dell’Agenzia delle Entrate

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Nella prima fase vengono chiesti:

  • nome, cognome, codice fiscale, indirizzo email e numero di telefono

Nella seconda fase:

  • i dati della carta di credito/debito.

Nonostante, le truffe diventino sempre più sofisticate, è possibile smascherarle, tenendo conto di queste indicazioni:

  • L’oggetto dell’email fa riferimento a “rimborso”, “accredito”, “restituzione IRPEF” o simili
  • Contiene link che non rimandano al dominio ufficiale agenziaentrate.gov.it
  • Crea urgenza (“procedi entro 48 ore” o “rimborso in scadenza”)
  • Chiede esplicitamente dati della carta di pagamento.
  • Non cliccare sui link contenuti nel messaggio
  • Non inserire alcun dato
  • Eliminare immediatamente l’email
  • Segnalare la mail come phishing (nella maggior parte dei client è possibile segnalare direttamente come “phishing” o “spam”).

In caso di dubbi, è consigliabile:

  • Consultare la sezione “Focus sul phishing” sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate
  • Verificare sempre l’autenticità della comunicazione accedendo direttamente al portale istituzionale digitando manualmente l’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it
  • Contattare l’Ufficio territoriale competente.

L’Agenzia delle Entrate ricorda che i rimborsi fiscali vengono erogati automaticamente sui conti correnti indicati nella dichiarazione o tramite altri canali ufficiali, senza mai richiedere l’inserimento di dati sensibili tramite email.

Quando si tratta di rimborsi o comunicazioni fiscali, meglio diffidare sempre e verificare sempre sui canali ufficiali.