Una notizia attesa e importante che merita un plauso ai carabinieri e alla Direzione distrettuale antimafia.
L’auspicio è che si riesca a fare piena luce su tutto, dai motivi dell’attentato ai mandanti, per un episodio di una gravità assoluta che l’Italia non vedeva da decenni e che ha fatto scalpore in tutto il mondo.
Il cauto sollievo di questa mattina non può far dimenticare che, dopo quell’attacco, una parte politica preferì accanirsi contro Ranucci e la redazione di Report, trasformando le vittime in bersagli di una serie di attacchi vergognosi, che pesano come un macigno sulle spalle di chi li ha compiuti.
E oggi fanno ancora più specie anche le scelte di questa Rai: dal taglio di quattro puntate alla mancata tutela legale di quello che è il giornalista d’inchiesta di punta dell’azienda.
Un servizio pubblico che si rispetti dovrebbe difendere chi rischia perfino la vita per cercare la verità, non lasciarlo solo quando ne ha più bisogno.



