Il Governo albanese, su impulso di Edi Rama, ha sottoscritto un memorandum d’intesa con le amministrazioni di Washington e di Atene per la realizzazione dei piani congiunti di investimento connessi al futuro Polo di trattamento del gas naturale liquefatto che approderà nel porto del grande città marittima dell’Albania meridionale

(Fonte: agenzia ATA) La diversificazione degli approvvigionamenti energetici, nel Paese punta di diamante della generazione idroelettrica, non penalizza le fonti fossili tradizionali ma, viceversa, assegna alle stesse la giusta strategicità in un mix bilanciato e all’interno di un progetto industriale volto a garantire autosufficienza interna e a valorizzare il posizionamento geopolitico della terra delle Aquile come già verificatosi con il gasdotto Tap. L’Albania ha firmato ieri – nella sede del palazzo del Governo nella Capitale Tirana – il Memorandum d’intesa per lo sviluppo del polo energetico di Valona, in uno con l’Accordo quadro per la fornitura di gas naturale liquefatto, prefigurando un ecosistema di investimenti strutturali, impiantistici e tecnologici che saranno concretizzati in un clima di stretta partnership con gli Stati Uniti d’America e con la vicina Grecia.

Il Primo Ministro Edi Rama ha elogiato la collaborazione con l’amministrazione di Washington nel contesto dell’alleanza atlantica, sul piano del consolidamento della sicurezza delle fonti e della gestione di un più ricco mix di tipologie energetiche, il cui paniere rafforzato attiene alle più generali politiche di difesa. “È esistito un tempo in cui l’energia era semplicemente una questione di approvvigionamento, per mantenere le luci accese nell’arco delle 24 ore. D’altra parte, viviamo in un Paese in cui fino a dieci anni fa metà della popolazione pagava anche per l’altra metà che non onorava le bollette – ha ricordato Rama – La società di distribuzione dell’energia, al momento del nostro primo insediamento al Governo, era sull’orlo del fallimento e si manteneva in vita solo grazie ai sussidi governativi. Adesso, a seguito delle riforme intraprese, la Storia è del tutto diversa, e questo settore è diventato destinatario di investimenti esteri diretti, pubblici e privati. È l’energia che determina la sicurezza, la potenza economica e le ambizioni del nostro Paese per il ruolo che gli competerà nella regione balcanica e in Europa”.
“L’Albania – ha proseguito in conclusione il Capo del Governo – ha scelto di intraprendere un processo di riforme energetiche molto rigoroso ma per effetto del quale, oggi, non esiste più l’ingiustizia di prima, e ognuno paga per ciò che consuma. Si stanno effettuando investimenti per diversificare il paniere energetico, passando da uno Stato che dipende interamente dall’energia idroelettrica e dalle importazioni a un contesto che, nell’ambito di questo mandato governativo, ci vedrà come esportatori netti di energia rinnovabile al 100 per cento”.



