Carlo Calenda ci spiega che Giuseppe Conte sarebbe “pericolosissimo”, che sarebbe un “populista” e che il campo largo sarebbe addirittura più pericoloso del centrodestra. Va bene tutto, ma almeno ricordiamoci la storia recente.
Nel 2022 Calenda prima firmò un accordo con il PD e pochi giorni dopo lo fece saltare. Poi costruì il Terzo Polo con Matteo Renzi e si presentò alle elezioni con una lista che si chiamava, testualmente, 𝐀𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 – 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐕𝐢𝐯𝐚 – 𝐂𝐚𝐥𝐞𝐧𝐝𝐚. Calenda ne era il leader e Matteo Renzi fu rieletto al Senato proprio con quella lista.
Qualche mese dopo anche quell’alleanza esplose tra accuse, litigi e reciproche dichiarazioni di inaffidabilità. Adesso Calenda distribuisce patenti di serietà agli altri e ci spiega chi può stare con chi. 𝐔𝐧 𝐩𝐨’ 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐮𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐠𝐮𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞. Giuseppe Conte almeno sta facendo una cosa molto semplice: prova a costruire un’alternativa alla destra mettendo davanti programma, contenuti e paletti politici chiari
Se l’accordo sarà possibile si farà. Se non sarà possibile, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Ma lezioni di coerenza da chi in pochi mesi è passato dall’accordo col PD all’alleanza con Renzi e poi alla rottura con Renzi, francamente, possiamo anche risparmiarcele


