Albania coltiva e mette in campo la certezza internazionale: terreni agricoli offerti agli investitori stranieri

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È stata varata una nuova iniziativa finalizzata ad accrescere la proiezione estera dell’economia del Paese delle Aquile e a favorire la modernizzazione del settore primario rurale in ottica integrata e armonizzata con il mercato comune europeo sulla base degli standards predefiniti per l’omologazione produttiva e metodologica

La finalità è quella di fare compiere un ulteriore balzo qualitativo al mondo agricolo in senso integrato e multidimensionale, con finalità non più unicamente colturali, turistiche o artigianali, ma autenticamente di promozione e valorizzazione industriale e trasformativa

Ministro Andis Salla 

(Fonte: Scan TV) I terreni agricoli – a seguito della riforma urbanistica e catastale – devono diventare a propria volta un motore di sviluppo macroeconomico del Paese delle Aquile, dove il settore primario dimostra una incidenza superiore al resto della media europea e una più spiccata capacità di integrazione con turismo, industria e artigianato. Per questo motivo, il Governo Rama agevolerà le procedure per la vendita di terreni rurali alla comunità degli investitori stranieri. Il progetto di legge – come spiegato dal Ministro onorevole Andis Salla – “si trova attualmente sottoposto a consultazione pubblica e ha come oggetto la disciplina del trasferimento del diritto reale di proprietà di terreni agricoli a persone fisiche e giuridiche straniere”. Con l’obiettivo, sottolineano i promotori – “di creare un quadro giuridico chiaro, stabile e di medio periodo per la promozione degli investimenti esteri nei segmenti di agricoltura e trasformazione agroindustriale”.

Resta naturalmente ferma “la tutela degli interessi nazionali, per la quale saranno imposte delle restrizioni per le aree di importanza strategica, militare, ecologica, storica o archeologica, dove rimarrà vietato il trasferimento di proprietà”. A rafforzamento di ciò, “si prevede di rafforzare il controllo e l’amministrazione dei terreni agricoli di proprietà statale, definendo procedure chiare per la verifica, l’approvazione e la registrazione del trasferimento di proprietà, in collaborazione con le Istituzioni competenti, a presidio degli obiettivi di sviluppo economico generale e di ritorno a beneficio delle comunità locali. Il punto centrale, semmai, è la mancanza, a tutt’oggi, di una chiara base giuridica che consenta il trasferimento della proprietà o del diritto di utilizzo dei terreni agricoli a stranieri. Ciò che finora ha ostacolato i potenziali investitori e creato incertezza giuridica”.

Il progetto di legge – di cui il nostro Giornale è venuto a conoscenza – “ha come oggetto i terreni agricoli di proprietà privata e statale, secondo la normativa che regola la lottizzazione e la divisione fondiaria. Si tratta – come spiegano dal Ministero dell’agricoltura – di terreni rurali di proprietà di circa 445.000 famiglie che vivono nel settore primario. L’iniziativa legislativa prevede il trasferimento dei diritti di proprietà a persone fisiche e giuridiche straniere per i terreni agricoli definiti indivisi e, come tali, estesi su una superficie di circa 100.000 ettari, i quali verranno trasferiti all’amministrazione degli Enti locali e comunali per semplificare le procedure negoziali e di assegnazione e collocamento”.

Le persone fisiche e giuridiche straniere, a seguito della vigenza della legge proposta, avranno titolo per “acquistare un’area fino a 2 ettari all’interno dello stesso Comune e fino a 30 ettari a livello di Repubblica e di territorio nazionale, con l’obiettivo di prevenire la formazione di monopoli e di posizioni dominanti e di agevolare la diversificazione produttiva e il pluralismo degli investitori”. Soltanto la superficie di competenza statale somma a 25.000 ettari.

Il nostro Giornale, da sempre attento ai temi della internazionalizzazione di prossimità a beneficio di strategici investitori italiani, conferma fin d’ora la propria disponibilità a mettere a disposizione degli stessi ogni utile informazione per concorrere e per integrare le eccellenti politiche diplomatiche in corso.