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CHE FINE HA FATTO LA CREDIBILITÀ DI DRAGHI?

La Bce guidata da Christine Lagarde ha annunciato la fine del PEPP, il piano straordinario di acquisti di titoli di stato avviato durante la pandemia, e subito lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è iniziato a salire

Anche a seguito dei dati sull’inflazione in eurozona più alti del previsto e del fatto che la promessa della BCE di non alzare i tassi prossimamente sia sempre meno credibile.
Mi domando che fine abbia fatto la credibilità di Draghi. Improvvisamente è sparita? Stando alle cialtronate che ci sono state raccontate in questi mesi, il calo dello spread era dipeso dalla credibilità e dall’autorevolezza del nostro Presidente del Consiglio. Secondo i fautori di questa teoria, i mercati erano propensi a prestarci soldi a tassi bassi perché “eravamo diventati credibili”.
Improvvisamente Draghi sembra aver perso credibilità. Lo spread riparte e torna su livelli ben superiori anche a quelli degli ultimi mesi del Governo Conte, a dimostrazione che il principale fatto (ovviamente ce ne sono anche altri) da tenere sotto controllo per lo spread è come si comporta la Banca Centrale.
Se la Banca Centrale interviene, lo spread resta basso.
Se la Banca Centrale non interviene, lo spread torna a salire.
E questo indipendentemente da chi siede a Palazzo Chigi e spesso indipendentemente dai fondamentali economici. Non a caso lo stesso giorno in cui l’ISTAT certifica una crescita ben superiore alle attese (grazie alla scorsa legge di bilancio) del PIL italiano nel terzo trimestre e l’omologo istituto tedesco certifica una crescita al di sotto delle attese del PIL della Germania, lo spread tra Btp e Bund è tornato lo stesso a salire.
Ovviamente questa sera nei TG non sentirete nessuno auspicare i prestiti del MES o qualcuno di più affidabile a Palazzo Chigi.

giornalista per un giorno

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