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Così “Burolandia” trasforma i bonus in malus

Così “Burolandia” trasforma i bonus in malus: Ghisolfi, Sforza Fogliani e gli allarmi lanciati già a inizio pandemia
Il Banchiere europeo fossanese e il Presidente di AssoPopolari da sempre sottolineano il vizio congenito alla legislazione frutto dell’attuale ceto politico
L’ultimo in ordine di tempo è il bonus 110 per cento, sul quale Istituti di credito e categorie imprenditoriali stanno cercando la quadra per renderlo fruibile e spendibile nella giungla normativa e amministrativa nella quale questo beneficio fiscale è stato calato, per l’ennesima volta, dal legislatore politico.
Il Professor Beppe Ghisolfi, già in un video andato in onda sui social nello scorso aprile, e l’Avvocato Corrado Sforza Fogliani, anch’egli scrittore e giornalista e al vertice sia della Banca di Piacenza, sia dell’Associazione di categoria AssoPopolari (nonché storico leader di Confedilizia e tra i massimi esperti di norme in tema di infrastrutture e opere pubbliche e urbane), hanno lanciato in più occasione allarmi sul rischio che legislazioni meritorie in via di principio siano poi annacquate, se non quasi del tutto vanificate, lungo il percorso della loro attuazione pratica dal Governo al Parlamento e da questo ai vari Ministeri, Dipartimenti, Provveditorati e Agenzie fiscali varie.
Così purtroppo è stato anche nel caso più recente del bonus edilizio consistente in una detrazione del 110 per cento sull’ammontare dei lavori commissionati per palazzi condominiali o singole unità abitative autonome: dal momento che per motivi di finanza pubblica, lo Stato ha previsto di diluire il beneficio fiscale in un tempo pluriennale lungo, il Settore bancario sta intervenendo, assieme ai professionisti tecnici competenti e alle organizzazioni di categoria dell’artigianato e dell’industria edilizia e impiantistica, perché si possa arrivare a una ragionevole monetizzazione che renda lo sgravio appetibile e utilizzabile su larga scala. Il problema sono le decine e decine di adempimenti imposti all’inizio del procedimento e messi a carico di famiglie, professionisti e imprenditori incaricati: tanto che, secondo una ricerca di mercato condotta dalla società di telemarketing Facile.it, 9 milioni di Italiani hanno dichiarato o di non avere compreso il meccanismo del bonus o di avere fin da ora rinunciato allo stesso. Toccherà quindi ancora una volta all’alleanza fra mondo creditizio e mondo imprenditoriale, come già avvenuto nei mesi scorsi per rendere meno impervio il cammino nel labirinto legislativo dei decreti cura Italia e Liquidità, trovare le soluzioni più adatte per garantire la migliore applicabilità della misura tributaria in oggetto.
Scrive l’Avvocato Sforza Fogliani in un proprio editoriale recentissimo: “La nostra legislazione è sempre più moralistica, come se potesse sostituire una giustizia che non funziona e una inesistente moralità tributaria. (…) Di questo vizio risente appieno la normativa sul superbonus, caratterizzata da pagine e pagine di Gazzetta Ufficiale finalizzate solo a enumerare le condizioni del finanziamento e le modalità di cessione del credito d’imposta, tanto da fare venire a qualcuno il dubbio che così si sia fatto deliberatamente”.
“La burocrazia – spiega Ghisolfi in un proprio profetico video – è quel sistema che viene criticato dai politici ma che deriva dalle leggi che gli stessi approvano”.
Viene spontanea una conclusione: il premier Conte, nella scorsa primavera-estate, chiese un “atto d’amore” alle Banche affinché fossero più generose nella concessione dei prestiti alle imprese. E se fossero i settori bancari e imprenditoriali a chiedere un atto d’amore al governo per una legislazione che smetta di delegare ai privati quelle responsabilità – a partire dal pieno riconoscimento di aiuti emergenziali a fondo perduto e di benefici fiscali automatici – che competono unicamente all’autorità politica pubblica?
https://www.youtube.com/watch?v=rzrbYhs1uLk
giornalista per un giorno

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