“La giustizia non ha bisogno di portaerei, né di procedimenti strumentali costruiti a trent’anni di distanza per legittimare un’escalation militare.
Questo è solo un artefatto, ridicolo e pretestuoso, per attaccare Cuba, un’isola che ha il diritto all’autodeterminazione.
Il blocco economico deve cessare. L’Unione Europea è chiamata a schierarsi con coerenza dalla parte dei diritti umani e del diritto internazionale”, dichiara Michele Curto, coordinatore della campagna Let Cuba Breathe all’indomani dell”escalation militare e giudiziaria statunitense.
Gli Stati Uniti hanno compiuto due mosse simultanee. Mentre il Dipartimento di Giustizia ha annunciato l’incriminazione federale dell’ex presidente cubano Raúl Castro, 94 anni, per fatti risalenti al 1996 il cui atto d’accusa era stato emesso da un grand jury di Miami il 23 aprile e pubblicato solo ieri, contemporaneamente il Comando Sud delle Forze Armate statunitensi ha annunciato l’ingresso nel Mar dei Caraibi del Gruppo d’Attacco guidato dalla portaerei a propulsione nucleare USS Nimitz.
Il dispositivo – aerei da guerra elettronica e cacciatorpedinieri lanciamissili – si aggiunge a undici navi da guerra già operative nei Caraibi nell’ambito dell’Operazione Southern Spear, attiva da agosto 2025, con circa diecimila effettivi.
Due mosse da leggere insieme, soprattutto alla luce degli ultimi fatti che hanno visto il blocco economico ed energetico indebolire sempre di più l’isola e mettere in gravi condizioni la popolazione cubana. Riesumare un caso vecchio di trent’anni – scelto con precisione in un giorno simbolico per gli esuli cubani – mentre si dispiega una forza navale nei Caraibi non sembra essere un’operazione giudiziaria.
La campagna Let Cuba Breathe chiede all’Unione Europea e a tutti i paesi membri di esprimersi con chiarezza: il diritto all’autodeterminazione del popolo cubano è non negoziabile – come non lo è quello del popolo palestinese, come quello di qualsiasi popolo.
“L’UE vota ogni anno all’ONU contro l’embargo su Cuba. Bene: vogliamo che quel voto diventi voce pubblica, adesso, perché in questo momento il silenzio vale quanto una complicità.
E c’è un piano ancora più concreto su cui l’Europa non può tacere: le sanzioni secondarie introdotte da Washington il 1° maggio colpiscono imprese e cittadini europei che operano con Cuba indipendentemente da qualsiasi legame con gli Stati Uniti. È una violazione diretta della sovranità economica europea – illegale, extraterritoriale, inaccettabile. L’UE non può restare a guardare mentre Washington danneggia i suoi cittadini. Se i governi non intervengono, lo faranno i cittadini.
Lo stanno già facendo: due Convoy organizzati a marzo e maggio lo dimostrano” così Michele Curto, coordinatore di Let Cuba Breathe che lancia l’allarme rivolgendosi alle istituzioni e organizza la presenza civile – nonviolenta – a fianco del popolo cubano ricordando la possibilità di sottoscrivere la petizione internazionale su firmoporcuba.com e la partenza del terzo Convoy to Cuba in programma per i prossimi mesi.
Let Cuba Breathe è una campagna internazionale di solidarietà con il popolo cubano organizzata da Aicec – agenzia per l’interscambio culturale Italia-Cuba.



