GRANDI NAVI: E’ IL MOMENTO DELLE SCELTE CORAGGIOSE

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Non c’è più tempo: in mancanza di seri e rapidi provvedimenti, Venezia potrebbe entrare nella black list dell’Unesco dei siti patrimonio dell’umanità a rischio

Così andrebbe a fare compagnia a siti come Damasco, Aleppo, Timbuctù o Sabrata, tutti devastati dalle guerre. Sarebbe un danno d’immagine enorme per Venezia che il nostro Paese non può consentire, quando da anni ci sono delle soluzioni a portata di mano.

Nello specifico il decreto Clini-Passera, dal 2013, chiedeva che all’interno della Laguna circolassero solo navi con stazza non superiore a 40.000 tonnellate. Invece sono continuate a transitare navi con stazza ben superiore, nelle more di provvedimenti mai presi. Come dimostrato da ricerche scientifiche, sono causa di correnti erosive non solo nel canale principale ma anche nei canali minori, che costituiscono gran parte del tessuto architettonico originario.

Si parla anche di un eventuale dragaggio del Canale Vittorio Emanuele, che però comporterebbe, oltre alla circolazione di fanghi altamente tossici, anche una variazione del regime delle correnti all’interno della Laguna.
Sono in corso inoltre studi per l’ampliamento delle banchine di Porto Marghera, al fine di utilizzarle come attracchi per le navi mercantili e per quelle crocieristiche. Soluzione che, secondo dati sperimentali, provocherebbe fenomeni erosivi lungo il canale dei petroli senza soddisfare le richieste della Commissione Unesco, perché continuerebbe a consentire il transito delle grandi navi in Laguna.

Si è pensato anche alla realizzazione di un porto fuori Laguna, di cui il governo ha anche recentemente pubblicato il bando per il concorso di idee, ma anche questa sarebbe una soluzione dai tempi lunghi e dal notevole impatto ambientale.
Insieme ai colleghi della Commissione Lavori Pubblici, Infrastrutture e Trasporti del Senato abbiamo chiesto al Governo di individuare soluzioni coraggiose che smettano di impattare sulla Laguna, visto che il nodo posto dall’Unesco sarà tra i temi sul tavolo del prossimo Cdi.

Bisogna garantire la sostenibilità della città di Venezia, mostrando al mondo intero che gli italiani sanno salvaguardare il proprio patrimonio artistico culturale.

Agostino Santillo

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