IGOR E LA COPERTINA DELL’ALBUM PANINI

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La rovesciata è il capovolgimento del mondo. È captare il bello, l’assoluto, l’azzardo da una prospettiva ribaltata.

Non vedi la porta, ma la senti, la odori: e quella bicicletta che impatta la palla separa l’ordinario dal visionario, l’imbianchino da Raffaello, il guidatore da lungomare da Schumacher, un cantante da doccia da Frank Sinatra. La rovesciata di Carletto Parola è stata il passepartout per i sogni di generazioni di ragazzini.

Quel corpaccione sospeso nel vuoto, mentre il piede cerca la palla, ha scritto l’epopea della Panini e dell”album delle figurine. Celo, manca, per Pizzaballa posso darti Mazzola e Rivera. Schegge di un passato che ti stringe alla gola e non ti lascia più.
Quel ragazzo in volo in questa foto che gronda lacrime si chiamava Igor Protti.

Aveva l’immagine picaresca del gol, pizzetto e capelli al vento. Era strisciante, letale, capiva i mezzi spazi come nessuno e quando ti giravi lui l’aveva già recapitata in quel paradiso largo sette metri e mezzo.

Igor da dieci giorni cavalca nei Campi Elisi del football. Difficile, quasi impossibile che se ne faccia un altro. Ma in qualche modo, come fu per Parola, la sua rovesciata tra le nuvole potrebbe guadagnarsi le stigmate dell’eternita’.

Come sarebbe bello se ci fosse la sua rovesciata, l’anno venturo, sulla copertina dell’album Panini. Igor diventerebbe leggenda anche per i ragazzini che mai lo hanno visto giocare. Chissà come sorriderebbe lassù nel Nirvana: da bomber di provincia a icona. Con la sua rovesciata che fa vedere i sogni sottosopra e apre la porta al celo, manca dei desideri.

Giorgio Billeri