Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Ricorda l’odierna Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali il Papa al termine del Regina Caeli, guidato dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico. Istituita sessant’anni fa su proposta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, è stata pensata per richiamare l’attenzione “sul vasto e complesso fenomeno dei moderni strumenti di comunicazione sociale”, come spiegava Paolo VI in occasione della prima edizione. Oggi l’invito di Leone XIV ai comunicatori ad una informazione e divulgazione veritiera e ad un utilizzo della tecnologia in questa direzione.
In quest’epoca dell’intelligenza artificiale incoraggio tutti a impegnarsi nel promuovere forme di comunicazione sempre rispettose della verità dell’uomo, alla quale orientare ogni innovazione tecnologica.
“Custodire voci e volti umani”, questo il tema della giornata scelto dal Papa e anche quello del Messaggio scritto per l’occasione, nel quale vengono denunciati i pericoli di frodi, cyberbullismo e deepfake e si mette in guardia da chatbot ingannevoli, distorsioni e “realtà parallele” originate dall’intelligenza artificiale.
E proprio per affrontare le sfide che l’IA pone, ieri il Pontefice ha approvato, con un Rescritto, l’istituzione di un’apposita Commissione Intedicasteriale, composta da rappresentanti dei Dicasteri per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, per la Dottrina della Fede, per la Cultura e l’Educazione, per la Comunicazione, e delle Pontificie Accademie per la Vita, delle Scienze e delle Scienze Sociali.
Considerati “lo sviluppo negli ultimi decenni del fenomeno”, “le più recenti accelerazioni nel suo generale utilizzo” e i potenziali effetti sull’essere umano e sull’umanità”, l’organismo avrà il compito “di facilitare la collaborazione e lo scambio tra i membri del gruppo delle informazioni riguardanti le attività e i progetti concernenti l’Intelligenza Artificiale, comprese le politiche del suo utilizzo all’interno della Santa Sede, promuovendo dialogo, comunione e partecipazione”.



