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LEI TONG con “Frammento di memoria” e XING LIYE con “Come spiegare la morte” al MIIT di Torino

TORINO – Lei Tong e Xing Liye sono due giovani artisti cinesi, alquanto diversi, formatisi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino; significativi interpreti del contemporaneo della loro generazione, sono spinti dalla stessa ricerca di verità, conoscenza e sensibilità sociale e sottolineano come il pianeta e l’uomo siano in realtà una cosa sola, ieri come oggi.

Una doppia esposizione proposta da Italia Arte e dal Museo MIIT dal 23 giugno al 5 luglio nell’ambito degli scambi artistico-culturali che da sempre caratterizzano le loro attività.

I due bravi artisti riflettono sui temi della vita e della morte, della memoria e del presente e del passato in rapporto al futuro, con analisi introspettive e comuni domande fondamentali per poi, soggettivamente, trovare e dare risposte tecniche differenti e coinvolgenti, parlando quel linguaggio universale dell’Arte che da sempre unisce il pianeta.

Lei Tong con “Frammento di memoria” esplora un percorso emozionale interiore sviluppandolo e modulandolo su due filoni principali che ritiene fondamentali: quello del tempo e quello dello spazio, che sapientemente unisce poi con il sogno ed i ricordi, estrinsecandoli infine in espressività estremamente raffinate, con tecniche originali, basate sull’utilizzo di materiali differenti come carta, stoffa, filo, lana, pigmenti, tessuti di vario genere. Conscia che la vita è gioia e sofferenze, timori e imprevedibilità, bellezza e poesia, ella sottolinea spesso la speranza, capace di cogliere ed unire il sentire antico con le aspirazioni moderne, in grado di imprimere forza e nuova vita alla realtà, che ama profondamente al pari dei sogni. Con la sua sensibilità sa così cogliere ed immortalare quegli istanti che più particolarmente l’hanno colpita, rendendoli “eterni”.

Il giovane Xing Liye, invece, in questa mostra, con “Come spiegare la morte” segue nella sua ricerca un filone prettamente meditativo, nel personale, sul sociale e nell’universale, collegando il tutto alla realtà, quella dell’uomo in particolare, prendendo spunto dalla situazione creatasi con il Covid 19. Un essere invisibile che si impossessa della vita, di una persona – del suo corpo e della sua mente – del tempo e delle cose, seminando morte, distruzione, ansie, paure e soprattutto insicurezza. Con Xing, attore principale diventa perciò “il respiro”, quell’impercettibile soffio d’ossigeno, d’aria, capace di far vivere o far morire, ora rappresentato da un palloncino in una cassa toracica, ora personificato dal vento, metafora dell’esistenza, che gonfia un telo bianco. Troviamo così ben sviluppato il tema della vita che si ribella alla morte e, contemporaneamente, scopriamo in queste sue opere (oltre alle installazioni anche incisioni molto raffinate) l’ignoto, l’eternità ed il finito, ma anche l’attesa ed il mistero… un modo per esorcizzare le paure e un modo per “come ritornare alla vita”.

Orari della mostra, a ingresso libero: dal martedì al sabato 15.30-19.30; in altri giorni e orari su appuntamento per visite guidate, gruppi, scolaresche.

Per maggiori informazioni: Museo MIIT – Corso Cairoli, 4 Torino – Tel. 011.8129776 – 334.3135903 . WWW.ITALIA-ARTE.IT – INFO@ITALIAARTE.IT – WW.MUSEOMIIT.IT – INFO@MUSEOMIIT.IT.

Franco Cortese Notizie in un click

giornalista per un giorno

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