Leone XIV alle Americhe: Nord e Sud insieme per uno sviluppo che tuteli tutti

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Il Papa invita i partecipanti all’incontro “Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud”, promosso dalla Pontificia Commissione per l’America Latina con Celam e Usccb, ad intervenire dove “il progresso cessa di servire la persona”, il lavoro perde la sua dignità, intere comunità vengono messe da parte e la tecnologia rende più profonde “le divisioni che dovrebbe aiutare a superare”

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Siete chiamati, come il profeta Neemia ha fatto per Gerusalemme, a “entrare nei cantieri della storia – laboratori di ricerca, imprese tecnologiche, scuole, media, istituzioni, comunità locali – per rialzare ciò che è crollato e proteggere ciò che è esposto”.

Così Papa Leone XIV, citando quanto scritto nella sua enciclica Magnifica humanitas (n.241), si rivolge ai partecipanti all’incontro “Fratelli tutti: dialogo socio-ambientale Nord-Sud”, vescovi del Consiglio Episcopale Latinoamericano e dei Caraibi (Celam), della Conferenza Ecclesiale Amazzonica e della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (Usccb), promosso a Roma in questi giorni dalla Pontificia Commissione per l’America Latina, ricevuti questa mattina, 12 settembre, nella Sala del Concistoro.

LEGGI QUI IL TESTO IN SPAGNOLO E IN INGLESE DEL DISCORSO DEL PAPA

Uno sviluppo che tuteli la dignità di tutti

Sono presenti una sessantina tra vescovi, rappresentanti di organismi internazionali, delle banche regionali di cooperazione, del mondo imprenditoriale e delle fondazioni, rappresentanti sindacali, delle reti ecclesiali e universitarie dell’intero continente americano. Come accadde a Babele, ricorda il Papa in spagnolo e inglese, nel nostro tempo “grandi edifici crollano ovunque il progresso cessa di servire la persona, dove il lavoro perde la sua dignità, dove intere comunità vengono messe da parte o dove la tecnologia finisce col rendere più profonde le divisioni che dovrebbe aiutare a superare”.

La vostra presenza esprime la volontà di proseguire un dialogo che possa tradursi in un cammino verso modelli di sviluppo più umani, sostenibili e solidali, capaci di tutelare la dignità di ogni persona e di prestare un’attenzione particolare a quanti corrono il rischio di rimanere ai margini.

Partecipanti con responsabilità in ambiti decisivi per la vita sociale

L’incontro di questi giorni, alla Casa generalizia del La Salle, sottolinea Leone XIV, riveste particolare interesse “per l’ampiezza dei settori rappresentati e per la responsabilità che molti dei suoi partecipanti esercitano in ambiti decisivi per la vita sociale, economica e culturale”. E ribadisce che Neemia non ha ricostruito Gerusalemme da solo, ma ha fatto appello al suo popolo.

Ora spetta a voi riconoscere quale parte di questo lavoro condiviso vi è stata affidata. Possa il progresso del nostro tempo non lasciare nuove rovine nella sua scia, e possa qualunque cosa noi costruiamo essere davvero una casa e un rifugio per tutti, a cominciare da quanti hanno più bisogno.

Ascoltare le differenze, non traformarle in frammentazione

E’ il principio della responsabilità condivisa, partecipazione e collaborazione tra i diversi corpi della società richiesto dalle grandi sfide di oggi, spiega il Pontefice, e che Papa Francesco ha chiamato “amicizia sociale” nell’enciclica Fratelli tutti. 

Per questo loda l’iniziativa della Chiesa nelle Americhe, che promuove da cinque anni questo percorso di dialogo socioambientale Nord-Sud, e ha organizzato “questo spazio di incontro e di cooperazione per dare impulso all’Agenda di Responsabilità Condivisa Nord-Sud di Cooperazione Multisettoriale”. Un’agenda di questo tipo, prosegue Papa Leone XIV, può contribuire proprio a far sì che le differenze legittime non si trasformino in frammentazione.

L’esperienza sinodale della Chiesa può offrire qui un insegnamento: ascoltare veramente le differenze non significa diluirle, ma imparare a discernerle e a cercare a partire da esse, ciò che può servire al bene di tutti.

Dialogo è restare al tavolo anche con interessi contrapposti

Un esercizio particolarmente necessario, spiega il Papa citando sempre la sua enciclica, “in un tempo in cui le narrative polarizzate trovano un’amplificazione immediata e in cui lo scontro può trasformarsi facilmente in strumento di potere”.

Dinanzi a questa dinamica, il fatto stesso che persone e istituzioni tanto diverse abbiano deciso di sedersi a uno stesso tavolo contiene già una responsabilità. Il dialogo vero esige qualcosa di più della cordialità: obbliga a restare nella conversazione quando emergono interessi contrapposti e quando le decisioni richiedono rinunce concrete.

Tensioni e differenze che diventano energie creative

Per affrontare le “res novae” del nostro tempo, prosegue, è necessario governare con lungimiranza il movimento “di riflessione e azione” che si è messo in moto, descritto sempre nella Magnifica humanitas (n.181), e guidato…

da istituzioni capaci di regolare senza soffocare e di proteggere senza sostituirsi; da imprese che riconoscano nel lavoro e nella dignità un criterio di successo; da corpi intermedi e comunità educative che ricostruiscano fiducia e legami; da cittadini che coltivino responsabilità, sobrietà, discernimento e senso del vero.

Qui il Pontefice fa sua l’esortazione “Non abbiate paura” ripetuta dai predecessori “nei momenti decisivi della vita della Chiesa”: Le tensioni e le differenze non devono intimorire: possono diventare energie creative quando sono orientate da una responsabilità condivisa.

La Dottrina Sociale della Chiesa offre criteri di giudizio

E ricorda ancora che la Dottrina Sociale della Chiesa offre un aiuto prezioso a tale riguardo. I suoi principi “non sostituiscono le decisioni che voi dovete prendere; piuttosto offrono criteri per giudicare se queste decisioni davvero rispettano la dignità umana e servono il bene comune”.

I principi di giustizia sociale qui offrono un criterio decisivo. Un ordine sociale, economico e politico può essere definito veramente umano quando permette a tutti “– e in particolare ai più fragili – di vivere in modo davvero umano, senza che nessuno sia lasciato indietro”.

Contivare una sana “cultura del negoziato”

L’invito finale di Papa Leone è a lasciarsi “sfidare dai segni dei tempi e abbracciate i contributi delle scienze, delle culture e delle esperienze umane per discernere possibili cammini per andare avanti”. Facendo leva sulla “negoziazione”, che è parte “di una ‘migliore politica’ capace di cercare il bene comune al di sopra degli interessi particolari”.

Pertanto, vi incoraggio a coltivare una sana “cultura del negoziato” capace di aprire cammini laddove le differenze sembrano precludere ogni possibilità d’incontro. In tal modo, potrete anche contribuire alla diplomazia di pace di cui il nostro mondo ha bisogno.

Al termine del discorso, il Pontefice chiede a tutti, come figli e figlie dello stesso Padre, di pregare insieme il Padre Nostro.