Parente: “La sanità deve essere concepita come un investimento”

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La pandemia da Covid-19 ha colpito maggiormente le persone fragili e gli anziani ma nella tragicità degli avvenimenti, ha anche mostrato il loro lato più forte e coriaceo nell’affrontarla

È questo il dato che è emerso dal secondo numero dell’Osservatorio Silver Economy Tendercapital-Censis dal titolo: “La Silver economy nell’anno più nero”, presentato in Senato da Giuseppe De Rita, presidente del Censis e da Moreno Zani, presidente di Tendercapital, che ha evidenziato come il 69,3 per cento degli anziani ha dichiarato di non aver sofferto di stress psicofisico dal marzo 2020 e che è pronto per essere protagonista nella società e nell`economia italiana.

Lo studio, che ha visto gli interventi di Annamaria Parente, presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet, di Francesco Verbaro e Massimo Ciccozzi rispettivamente consulente relazioni esterne Adepp e direttore Unità Epidemiologica del Campus Bio Medico, ha raccontato la longevità attiva degli over 65 dopo 16 mesi di pandemia analizzando la loro condizione durante la fase più difficile.

Gli anziani, come detto, pur colpiti duramente dagli effetti sanitari e sociali dell`emergenza Covid hanno mostrato una forte tenuta psicologica a differenza di giovani e adulti che hanno sofferto di più, dichiarando di non aver subito le conseguenze del lockdown solo nel 23,3 per cento dei casi (giovani) e nel 34,1 (adulti). La tenuta psicologica degli anziani si è tradotta anche nella loro volontà di riappropriarsi della loro vita generando consumi e riattivando l’economia prodotta dalla silver economy.

Dal rapporto infatti emerge chiaramente che dopo questo periodo di restrizioni, il 43,4 per cento di loro dedicherà più tempo alla cura personale, facendo uso di cosmetici, praticando fitness, andando dal barbiere o dal parrucchiere ed il 24,7% è pronto a rinnovare il proprio guardaroba. Il 66,4%, inoltre, vuole fare almeno un viaggio o una vacanza in Italia, mentre l’estero è preferito dal 38,4% e il 46,3% è pronto a partecipare a pranzi e cene fuori casa.

Se da un lato si assiste ad una frattura fra generazioni, non si può dire lo stesso quando i risultati dell’Osservatorio vanno ad interrogare gli italiani sugli investimenti di welfare da adottare. Per l’84,5% non ci sono dubbi: gli anziani più fragili e quelli non autosufficienti devono poter restare in casa propria implementando i servizi sociosanitari e socio-assistenziali sui territori ad essi dedicati.

Per il 53,7% degli italiani la permanenza tra le mura domestiche richiede urgenti investimenti pubblici e per il 30,8% servono risorse nell`assistenza domiciliare integrata digitale. “La sanità deve essere concepita come investimento che va collegata con le opportunità che offre il Paese” – ha dichiarato Annamaria Parente, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato durante la presentazione dell’Osservatorio.

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