HomeattualitàUna legge chiara, severa, univoca, sul conflitto di interessi

Una legge chiara, severa, univoca, sul conflitto di interessi

più forza nella lotta alle mafie, soprattutto nel perseguire i reati economici e finanziari che permettono alle mafie stesse di riciclare gli enormi proventi dei loro sporchi traffici; una seria riforma della Giustizia che punisca i criminali con i colletti bianchi e non solo scippatori ed autori di reati bagatellari: questi sono solo alcuni degli obiettivi che un altro esecutivo cui dovessimo partecipare dovrà conseguire.

Chi può essere contro questi obiettivi, contro i nostri 10 punti?

Lo dico sia pensando alle forze politiche che a quei cittadini che in queste ore, complice l’informazione malata di questo paese, si preoccupano più delle sigle che delle idee, dei nomi che delle riforme.

Siamo sicuri che una severa disciplina del conflitto d’interessi punisca solo un certo settore politico (quello della Salma)? Non conserviamo memoria di quanti dibattiti, di quante polemiche, di quanti buoni propositi si siano sviluppati in tal senso senza che nulla sia accaduto, anche con al governo la cosiddetta sinistra?

E Salvini che oggi, con capacità di mistificare la realtà come pochi, ironizza su una Commissione Banche con la Boschi, perché non dice che fino ad oggi la stessa non è stata istituita per veti e rallentamenti imposti dalla Lega, magari per nascondere responsabilità di politici del suo stesso fronte nella gestione delinquenziale della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca?

Ricordatevi che comunque vada sarà il MoVimento a tenere le redini di un eventuale nuovo Governo e che noi dobbiamo operare sempre e solo per fare gli interessi della cittadinanza.

Altrimenti, lo sapete bene, non ho e non abbiamo nessun problema a togliere il disturbo, essendo biodegradabili.

Quello che non permetteremo, e che combattiamo con tutte le nostre forze, è quell’ipocrisia della politica che fu rivelata da un famoso intervento in aula a Montecitorio di Luciano Violante con cui si ricordava all’allora Cav. Berlusconi che sin dal 1994 c’era stato un accordo fra sinistra e destra per non toccare le TV Mediaset.

Ricordiamocene e ricordiamolo a chi ha memoria labile.

giornalista per un giorno

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