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Come si fa a dire alla Cina che non deve inquinare?

Come si fa a dire alla Cina che non deve inquinare?

Un Paese immenso che è diventato la fabbrica del mondo, che esporta miliardi di dollari di merce in tutti i Paesi, dovrebbe diminuire le sue emissioni di anidride carbonica? Ma se lavorano per gli occidentali?
È noto che i Paesi ricchi usano avvalersi di manodopera precaria e paghe da fame dei Paesi poveri, di sfruttare la fame degli ultimi, e gli stessi regimi non hanno difficoltà a prestare i loro sudditi al massacro giornaliero, per accontentare i clienti finali, mettere in fila miliardi di persone, per un pasto giornaliero e un angolo per dormire, e vai di catene produttive infinite, e siamo contenti tutti.
Questo vale per l’America, per l’India, per la Russia, queste potenze mondiali hanno esigenze interne che mai potranno essere calmierate per scopi umanitari e climatici, e ogni sconvolgimento nella catena industriale, limitazioni all’uso di energie tradizionali e inquinanti, devono fare i conti con i conti di questi Paesi.
La tragedia climatica non ha facile soluzione, 9 miliardi di abitanti del pianeta Terra devono mangiare ogni giorno, e scrivere che c’è chi mangia tantissimo, chi tanto, chi poco, e chi niente, non serve a molto, ci sono miliardi di schiavi in ogni angolo della Terra, pronti a fare l’impossibile per guadagnare un dollaro e sfamare i figli, per non parlare del lavoro minorile che in alcuni Paesi è regola.
L’alternativa è insegnare a salvarsi il culo nelle prossime tragedie, fare corsi di nuoto, di come salvarsi in un’alluvione, di cosa fare durante un tornado, di come si costruisce un’arca, cosa fare quando ti trovi un pescecane vicino alla finestra, appena spuntato da un’onda anomala! Produrre tute ignifughe per gli incendi, e tante mascheri antigas, e completi da palombari!
Corsi di sopravvivenza quotidiana, di come si accende un fuoco con le pietre, cosa fare sotto una valanga prima che arrivino i soccorsi. Le migrazioni per i cambiamenti climatici saranno la norma, nessuno avrà un posto sicuro dove stare, magari andremo tutti in Africa centrale, o solo quei pochi che ci riusciranno, e da lì potrà ricominciare una umanità diversa, ma questo non credo…
giornalista per un giorno

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