Uno “tsunami rosa” agli europei di Nuoto a Budapest

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Dove le nostre ragazze tornano a casa con ben 5 medaglie d’oro e un record del mondo

Un trionfo di tutta la squadra che guida la classifica per nazioni con 52 presenze nelle finali, 27 podi, il terzo posto nel medagliere dietro a Gran Bretagna e Russia, ma soprattutto tutti uomini e donne esordienti e veterani sempre pronti a dare il meglio di se stessi. Infatti sono 31 i record personali, 11 quelli italiani e uno mondiale targato Benedetta Pilato, la più giovane della spedizione, classe 2005. Benny dalle lacrime facili e dal sorriso monello ha la grinta di un campione consumato e la spensieratezza della teenager quale è, ha saputo reagire alla bruciante esclusione dalla finale dei 100 trasformando la rabbia in primato iridato nei 50 rana in semifinale per poi quasi eguagliarsi in finale dove ha conquistato il suo primo oro continentale.

Una ragazzina che è presente ma soprattutto futuro per lo sport italiano. Margherita Panziera si conferma campionessa europea nei 200 dorso e dopo aver raggiunto l’argento nei 100. Poi Miss Veleno, la dolce Simona Quadarella, tanto timida e riservata nella vita quanto cattivissima in acqua dove aggredisce a suon di bracciate ogni metro nelle gare del mezzofondo, instancabile divoratrice di medaglie collezionando ben 3 ori, una triplete nei 400 800 e 1500.

Come tre anni fa a Glasgow a cui quest’anno ha aggiunto un bronzo nella 4 x 200 stile libero, dando manforte alla squadra portata in vantaggio da Federica Pellegrini , ebbene sì lei la divina alla soglia dei 33 anni ancora morde e non lascia spazio alle tante giovani che cercano di superarla e dopo aver dato il massimo contributo alle staffette ha fatto capire seppur con un argento che nei sui 200 stile libero lei c’è e ci sarà anche a Tokyo dove cerca la quinta finale olimpica ma non solo, non è certo il tipo che si accontenta di fare presenza.

Greg Paltrinieri difende l’onore maschile ha spaziato dal gran fondo vincendo il vincibile e poi argento in vasca negli 800 e 1500 ma dietro a lui anche Domenico Acerenza e Gabriele Detti a medaglia. I tanti giovani agguerriti che guardano ai giochi di Tokyo come una tappa del loro cammino fanno capire che il nuoto azzurro ha tanti assi da calare non solo quest’anno.

 

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