Vent’anni fa, il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaja tornava a casa dopo aver fatto la spesa

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saviano
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Portò alcune buste nell’appartamento e scese a prendere le altre. Il sicario la aspettava nell’androne, quando si aprirono le porte dell’ascensore, le sparò tre volte al corpo e poi le diede il colpo di grazia alla nuca. Anna aveva 48 anni.

Il 7 ottobre è il compleanno di Vladimir Putin. Qualcuno volle trasformare l’assassinio della giornalista che aveva raccontato la guerra in Cecenia, le violenze dell’esercito russo e la deriva autoritaria del Paese in un macabro regalo di compleanno.

Al suo funerale, l’unico politico europeo presente fu Marco Pannella.

Anna Politjovskaja aveva scritto:
«Forse non dovrei scrivere tutto quello che vedo. Forse dovrei risparmiarvelo, così potreste continuare a vivere pensando che tutto vada come deve andare. Ma so con certezza che quando ci sveglieremo sarà troppo tardi.»