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FONTANA ORMAI STA DIVENTANDO LEGGENDARIO

Sono preoccupato per Fontana, sta perdendo la memoria e sembra contagioso!

Non sapeva di aver dato l’appalto senza gara per 500mila euro di camici all’azienda del cognato e della moglie.
Il cognato stesso non sapeva di aver fatturato.

Poi dopo le domande di Report, si è ricordato che sì, qualcuno aveva fatturato, ma a sua insaputa, in realtà sarebbe dovuta essere una donazione.

Allora il cognato invia richiesta di rettifica alla Regione, ma la generosità si riduce e il numero di camici da consegnare viene tagliato di 25mila pezzi (e pazienza se i medici in corsia li aspettavano).

Nel frattempo, mentre il cognato provava a rivendere ad altri i 25mila camici (a prezzo maggiorato) che la Regione ancora aspettava, Fontana usa il suo conto in Svizzera da 5 milioni di euro per fare un bonifico di 250.000 euro al cognato (la metà della “donazione” iniziale).

Perché questo bonifico?

Secondo Fontana, si trattava di uno slancio di generosità improvviso, preso dall’entusiasmo per tutte le donazioni dei lombardi, anche lui voleva contribuire. E quindi ha donato…all’azienda del cognato.

Il suo avvocato però si ricorda diversamente e suggerisce si tratti di “qualche errore” e sicuramente non di un parziale risarcimento per l’ordine sfumato.

E il conto in Svizzera?

Tutto regolare per Fontana, era un conto intestato alla madre «non operativo da decine di anni, penso almeno dalla metà degli anni Ottanta».

Poi però qualcuno gli ricorda che è stato aperto nel 1997, che quei soldi in Svizzera ci sono arrivati nel 2015 con la Voluntary Disclosure (il condono di Renzi sulle cifre evase al fisco) e che prima il conto era intestato ad un trust alle Bahamas.

Fontana non ricorda. E non ricorda nemmeno le molteplici operazioni a 5 zeri che sarebbero state fatte tra il 2009 e il 2013.

Allora gli chiedono, forse questo lo ricorderà, da dove arrivano quei 5,3 milioni di euro, una cifra ragguardevole, lasciata lì, dimenticata su un conto dagli anni ’80…

Ma niente, anche questo, Fontana non se lo spiega, dice solo: «mio papà era dipendente della mutua, mia madre era una super-fifona, figurarsi evadere. Non so davvero dirle perché portassero fuori i loro risparmi».

Bravi loro che da privati cittadini sono riusciti a risparmiare una cifra così importante ma possibile che Fontana, personaggio politico pubblico che governa una regione, non veda l’inopportunità di tenere una cifra così importante (ormai nella sua totale disponibilità perché legittimamente ereditati) all’estero e quindi nascosta al fisco italiano?

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