HomeattualitàLE ACCUSE DEL MINISTERO AD AUTOSTRADE. ECCO PERCHÉ SCENDIAMO IN PIAZZA

LE ACCUSE DEL MINISTERO AD AUTOSTRADE. ECCO PERCHÉ SCENDIAMO IN PIAZZA

“Grave rischio per la sicurezza e la circolazione”

Si legge nelle carte dell’inchiesta per il crollo del ponte Morandi e alla mente torna il ricordo del crollo del viadotto Polcevera e le 43 vittime; così come la tragedia sfiorata nel 2019 quando all’interno della galleria Berté sull’A26 si frantumarono a terra due tonnellate e mezzo di calcestruzzo. “Grave rischio per la sicurezza e la circolazione” e a sottoscriverlo è il super-commissario del ministero dei Trasporti Placido Migliorino.

L’atto di accusa alla gestione di Autostrade per l’Italia parla di “carenze manutentive su viadotti e gallerie” e sottolinea che “Aspi ha sempre respinto le richieste degli uffici del ministero dei Trasporti di consegnare e indicare i criteri con cui gli interventi venivano previsti”; questo “dichiarando che erano di competenza esclusiva della società concessionaria”, come spiega Il Secolo XIX di oggi.

Non è un caso quindi che dopo tre anni dal crollo del ponte Morandi ci siamo ancora cantieri e code infinite sulle nostre autostrade. Secondo Migliorino, come spiega il Secolo, “questo è da imputare alla gestione di Aspi”. Se ce ne fosse stato bisogno, oggi è ancora più evidente la necessità di dire basta. Venerdì scendiamo in piazza (alle 18 davanti alla Prefettura di Genova) per difendere noi stessi.

Mancano due giorni: scendiamo in piazza e protestiamo contro il regalo da 9,5miliardi alle società concessionarie di Autostrade.

È una manifestazione decisiva per chiedere la revoca della concessione senza che lo Stato paghi un euro.

Questo, secondo noi, si merita chi ha gestito Autostrade per 20 anni e ne è uscito con dieci miliardi di plus valenze, ma lasciandoci dieci miliardi di debiti nella società (fonte il Sole 24 ore) e 20 miliardi di cantieri da fare per rimettere la rete in condizioni decenti. Ma dobbiamo esserci tutti soprattutto per noi stessi; dobbiamo dimostrare che sappiamo ancora ribellarci alle ingiustizie; che sappiamo ancora far sentire la nostra voce; che sappiamo essere tutti insieme. Noi della Lista Sansa ci saremo e ci mettiamo la faccia.

Ferruccio Sansa 

giornalista per un giorno

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